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Agricoltura e Sovranità alimentare

2565 parole · 13 min di lettura

Coltivare il futuro dell’Italia, presidiare il territorio, difendere il reddito agricolo

L’agricoltura italiana non rappresenta soltanto un settore economico, ma un presidio sociale, produttivo e culturale. Dove scompare un’azienda agricola non si perde soltanto produzione: si perde manutenzione del territorio, si perde comunità, si perde identità.

Negli ultimi decenni abbiamo assistito a un progressivo abbandono delle campagne, soprattutto nelle aree interne e montane. Il reddito agricolo è diventato insufficiente a garantire un tenore di vita dignitoso, scoraggiando il ricambio generazionale e provocando lo spopolamento di interi territori.

Futuro Nazionale considera questa la principale emergenza agricola italiana.

Una nazione che rinuncia ai propri agricoltori rinuncia alla propria sovranità alimentare, alla gestione equilibrata dell’ambiente e a tutelare la salute dei cittadini.

Per questo il nostro programma agricolo si fonda su due semplici principi:

l’agricoltore deve tornare a vivere del proprio lavoro e i cittadini italiani devono potersi alimentare con le nostre produzioni agroalimentari, che appartengono alla nostra identità e sono le migliori del mondo. Per questo tutti gli aiuti pubblici, nazionali ed europei, devono essere destinati solo al vero agricoltore e non ai semplici proprietari dei terreni.

REDDITO AGRICOLO, BUROCRAZIA, GIOVANI E RINASCITA DELLE AREE RURALI

La priorità assoluta della politica agricola deve essere la redditività delle imprese agricole. Negli ultimi anni l’agricoltura italiana è stata schiacciata dall’aumento dei costi di produzione, dalla volatilità dei mercati, da una crescente pressione normativa e burocratica, e dall’ideologia green. Occorre restituire valore economico alla produzione agricola attraverso:

Il ricambio generazionale deve diventare una priorità. Futuro Nazionale propone:

Siamo favorevoli alla crescita dimensionale delle aziende quando essa deriva dall’efficienza economica, dalla ricomposizione fondiaria, e dalla libera iniziativa imprenditoriale, ma siamo contrari a nuove forme di latifondismo e desertificazione sociale. L’obiettivo è costruire un’agricoltura composta da imprese moderne, redditizie e radicate nei territori.

UN SOLO MINISTERO PER GOVERNARE L’INTERA FILIERA

Oggi le competenze che riguardano l’agricoltura sono frammentate tra diversi ministeri.

Le politiche agricole fanno capo al Ministero dell’Agricoltura; la sicurezza alimentare, la sanità e il benessere animale sono attribuite al Ministero della Salute; la gestione della fauna selvatica e delle specie alloctone, le agroenergie e molte procedure legate ai mezzi tecnici sono affidate al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica; le politiche industriali e le filiere produttive dipendono, infine, dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Questa frammentazione genera inefficienze, rallentamenti e decisioni spesso contraddittorie. Per realizzare una vera politica agricola nazionale è pertanto necessario rendere pienamente effettivo il ruolo dell’attuale Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, superando l’attuale frammentazione delle competenze attraverso gli accorpamenti e le sinergie necessari. L’obiettivo è ricondurre all’interno del Ministero tutte le funzioni strategiche lungo l’intera filiera, dal campo alla tavola, affinché la denominazione di «Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare» corrisponda a una reale unitarietà di indirizzo, programmazione e governo del settore, e non rimanga una definizione meramente formale.

SOVRANITÀ ALIMENTARE E VALORIZZAZIONE DELLA PRODUZIONE NAZIONALE

La crisi del reddito agricolo non rappresenta soltanto un problema economico per gli imprenditori del settore: essa sta progressivamente compromettendo la capacità produttiva del Paese e la sua stessa sovranità alimentare. L’Italia, pur essendo una delle principali potenze agroalimentari mondiali per qualità e capacità di trasformazione, non è oggi autosufficiente nella maggior parte delle produzioni agricole strategiche. Dipendiamo in misura significativa dalle importazioni di materie prime agricole come cereali, leguminose, carni bovine e suine.

La produzione nazionale continua a ridursi, schiacciata da costi elevati e da una redditività insufficiente, mentre aumentano le importazioni da Paesi con standard ambientali, sanitari e sociali inferiori ai nostri. Questa situazione costituisce un rischio economico, strategico e geopolitico: le recenti crisi internazionali dimostrano che la sicurezza degli approvvigionamenti non può essere data per scontata. Un Paese incapace di produrre il cibo per i propri cittadini è più debole, esposto alle speculazioni internazionali e meno libero nelle proprie scelte.

Una criticità centrale risiede nel fatto che il valore dell’export non può essere misurato solo dai volumi esportati. Una parte rilevante dei prodotti venduti nel mondo come Made in Italy utilizza materie prime importate, semplicemente trasformate nel nostro Paese. Non è accettabile che derivati del pomodoro cinese o formaggi realizzati con cagliate dell’Europa orientale possano fregiarsi di tale marchio. Per questo ci impegniamo a promuovere in sede europea una revisione del Codice Doganale dell’Unione, superando il criterio dell’ultima trasformazione sostanziale affinché l’origine rifletta la reale provenienza delle materie prime.

Per Futuro Nazionale, sovranità alimentare significa garantire agli italiani prodotti prevalenti del territorio e assicurare agli agricoltori un reddito dignitoso, valorizzando la materia prima e rafforzando il legame tra agricoltura, industria e consumatori.

Le nostre proposte:

Difendere il vero Made in Italy significa riconoscere che la qualità nasce innanzitutto nei campi e negli allevamenti italiani. Significa tutelare il lavoro degli agricoltori, garantire una concorrenza leale, offrire ai consumatori informazioni trasparenti e rafforzare la sicurezza alimentare della Nazione.

Solo riportando al centro della filiera la materia prima agricola italiana sarà possibile ricostruire un’agricoltura competitiva, aumentare la nostra autosufficienza alimentare e restituire all’Italia una sovranità alimentare concreta, indispensabile in un contesto internazionale caratterizzato da crescenti tensioni geopolitiche e da una sempre maggiore instabilità dei mercati.

CONTRO IL DOGMATISMO DEL GREEN DEAL: SCIENZA, INNOVAZIONE E PRODUTTIVITÀ

Le politiche europee degli ultimi anni hanno spesso perseguito obiettivi ideologici anziché scientifici. Le strategie Green Deal e Farm to Fork hanno imposto riduzioni produttive, limiti all’utilizzo di strumenti tecnici e chimici consolidati, nonché obiettivi utopistici senza adeguate valutazioni economiche e produttive.

Futuro Nazionale ritiene che la sostenibilità ambientale non possa essere perseguita a scapito della sostenibilità economica delle aziende agricole. Riteniamo che debba essere valorizzata la diversità dei modelli produttivi, respingendo ogni approccio ideologico che privilegi una sola forma di agricoltura. Gli agricoltori devono essere liberi di scegliere il metodo di produzione più efficace e sostenibile per la propria impresa, affinché possano creare occupazione, produrre reddito e contribuire alla sicurezza alimentare del Paese. L’agricoltura più sostenibile è quella che, a parità di risorse impiegate, riesce a produrre di più. Produrre di più significa ottimizzare i processi per utilizzare meno input, meno energia e meno acqua per singola unità di prodotto, trasformando così una maggiore quantità di anidride carbonica in biomassa vegetale.

Per questo sosteniamo con convinzione la ricerca, la sperimentazione e la diffusione delle Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA), fondamentali per sviluppare colture più resistenti a patogeni, parassiti ed eventi climatici estremi. Promuoviamo inoltre l’agricoltura di precisione e quella conservativa, insieme ai processi di digitalizzazione e all’adozione di tecnologie e sistemi di meccanizzazione avanzata, per rendere il settore agricolo sempre più efficiente e competitivo, e meno impattante.

L’Italia deve diventare uno dei principali poli europei di ricerca sulle TEA, mettendo in rete università, centri di ricerca, imprese e organizzazioni professionali. L’innovazione deve servire a ridurre i costi, aumentare la produttività e garantire un reddito adeguato agli agricoltori.

ACQUA, IRRIGAZIONE E GRANDI OPERE IDRAULICHE

L’accesso all’acqua è la grande infrastruttura agricola del XXI secolo. L’agricoltura irrigua può produrre fino a otto volte più dell’agricoltura asciutta e rappresenta una condizione indispensabile per gran parte delle produzioni agricole e zootecniche. Per questo Futuro Nazionale propone un grande Piano Nazionale dell’Acqua che preveda:

Particolare attenzione dovrà essere riservata al bacino del fiume Po. La regimazione del principale fiume italiano consentirebbe: maggiore disponibilità idrica per agricoltura e industria; navigabilità interna; maggiore sicurezza idraulica; incremento della produzione idroelettrica; migliore gestione delle crisi siccitose.

L’acqua non deve più essere considerata un’emergenza ma una infrastruttura strategica nazionale.

FORESTE PRODUTTIVE, BIMASSE E AGROENERGIE

Lo spopolamento delle aree interne ha favorito l’espansione incontrollata del bosco incolto. Questa situazione aumenta il rischio di incendi, riduce la gestione attiva del territorio e comporta la perdita di valore economico.

Futuro Nazionale propone una politica forestale orientata alla gestione produttiva e sostenibile del patrimonio boschivo. Occorre favorire: la conversione del bosco abbandonato in bosco produttivo; la valorizzazione della filiera foresta-legno; la produzione nazionale di biomassa legnosa; la manutenzione attiva delle aree montane e collinari.

La biomassa rappresenta una vera energia rinnovabile programmabile e deve essere riconosciuta come elemento fondamentale nel paniere energetico nazionale.

Sosteniamo inoltre la prosecuzione dell’attività degli impianti biogas giunti a fine incentivazione, anche con conversione a biometano ove tecnicamente conveniente, utilizzando esclusivamente scarti agricoli, secondi raccolti, coltivazioni di copertura, sottoprodotti e scarti agroindustriali.

Per quanto riguarda il fotovoltaico, la priorità deve essere la copertura delle strutture agricole; siamo contrari al consumo di suolo agricolo per impianti fotovoltaici a terra e rigettiamo i modelli di agrovoltaico che sottraggono superficie produttiva all’agricoltura. La produzione di energia deve essere complementare e accessoria all’agricoltura e non il contrario; mentre finora il governo non ha mai voluto affidare lo sviluppo delle iniziative agro energetiche a società agricole, lasciando invece spazio a generiche “associazioni in partecipazione”.

PESCA E ACQUACOLTURA

Il comparto ittico deve essere parte integrante della strategia nazionale di sovranità alimentare. La nostra visione prevede che le competenze siano accentrate in un unico dipartimento dedicato presso il Ministero dell’Agricoltura e del Cibo, per garantire una regia unica capace di tutelare le imprese dalle imposizioni comunitarie ideologiche.

Pilastri dell’azione programmatica:

UNA NUOVA POLITICA VENATORIA PER IL TERRITORIO E LA BIODIVERSITÀ

La legge 157 del 1992 necessita di una profonda revisione. In oltre trent’anni il numero dei cacciatori si è drasticamente ridotto mentre molte popolazioni faunistiche hanno registrato incrementi significativi. Parallelamente sono aumentati: i danni alle colture; gli incidenti stradali; la diffusione di patologie animali; i problemi di equilibrio ecosistemico.

Futuro Nazionale considera il cacciatore una figura essenziale per la gestione del territorio. La caccia rappresenta una tradizione identitaria, un presidio ambientale, uno strumento di gestione faunistica e un supporto alle attività agricole. Proponiamo:

La crescita incontrollata di alcune specie, compresi i grandi carnivori, ha raggiunto livelli ormai incompatibili con la sicurezza pubblica e con la sostenibilità economica delle imprese agricole. La gestione faunistica deve pertanto perseguire il principio dell’equilibrio. La fauna selvatica rappresenta un patrimonio nazionale, ma deve essere gestita in modo razionale, scientifico e compatibile con la presenza dell’uomo e delle attività produttive. Le riforme che hanno ridimensionato il ruolo delle Province, indebolendo le Polizie Provinciali, e disposto l’assorbimento del Corpo Forestale dello Stato nell’Arma dei Carabinieri hanno progressivamente ridotto il presidio del territorio, limitando la capacità di controllo ambientale, di gestione degli equilibri faunistici, di vigilanza venatoria e di prevenzione degli incendi boschivi.

Per Futuro Nazionale è necessario ricostruire un sistema efficiente di corpi specializzati a tutela dell’ambiente e del territorio, riaprendo il confronto sulla ricostituzione del Corpo Forestale dello Stato e rafforzando le Polizie Provinciali, affinché possano tornare a svolgere pienamente le funzioni di vigilanza ambientale e faunistica.

La tutela del patrimonio naturale italiano richiede strutture dedicate, competenze specifiche e una presenza costante sul territorio.

IL DECLINO DELLA POLITICA AGRICOLA COMUNE IN EUROPA

L’Unione Europea sta di fatto cancellando l’autonomia della Politica Agricola Comune (PAC), riducendone la portata finanziaria e politica. Dopo aver imposto agli agricoltori europei, in particolare quelli italiani, decenni di vincoli e di tagli, la spesa per l’agricoltura, nell’ultima proposta della Commissione europea, è diventata una sottovoce del quadro generale di sostegno, uno dei tanti fondi di coesione da erogare ai comparti economici in difficoltà. Questa chiaramente è la premessa per una nuova ulteriore diminuzione dell’impegno finanziario della UE in campo agricolo e agroalimentare.

Di fronte a questa tendenza, in attesa di un negoziato complessivo che riformi radicalmente i Trattati europei, Futuro Nazionale chiede che tutte le risorse disponibili siano destinate ai veri agricoltori e non ai proprietari della terra e che vengano resi prioritari gli indirizzi di politica nazionale per tener conto della diversità dei modelli di sviluppo.

In conclusione, Futuro Nazionale crede in un’agricoltura produttiva, moderna e tecnologicamente avanzata, capace di garantire reddito agli agricoltori, sicurezza alimentare ai cittadini e presidio del territorio. Crediamo nella scienza, nell’innovazione, nella gestione attiva dell’ambiente e nella valorizzazione del lavoro agricolo. Difendere chi produce cibo, gestisce il paesaggio e mantiene vive le aree rurali significa difendere l’indipendenza economica, la sicurezza alimentare e il futuro dell’Italia.

Dalla prima e seconda parte (di tre) del programma nazionale di Futuro Nazionale, documento ufficiale del 24 agosto 2026. La pagina del partito ne pubblica solo la prima parte.