Sociale: minori, disabilità, servizi sociali
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Le politiche sociali di Futuro Nazionale promuovono un’azione volta a mettere tutti nelle migliori condizioni per vivere, prosperare ed esercitare le virtù e la fatica con responsabilità. Futuro Nazionale respinge l’assistenzialismo che nasconde la pigrizia e il rifiuto di darsi da fare per migliorare la propria condizione facendone ricadere l’ingiusto costo sulla comunità locale o nazionale. Al contrario, consideriamo la vera solidarietà un valore fondante della nostra civiltà cristiana e promuoviamo il sostegno ai più bisognosi e a chi si trova in condizioni svantaggiate, prediligendo la categoria cristiana di “prossimità”: siamo legati da doveri naturali e da un ordine di carità innanzitutto a preoccuparci – specialmente nei casi di risorse scarse - di coloro che sono nostri prossimi, ovvero del popolo italiano, prima che di chi è distante. Molti aspetti delle politiche sociali sono stati da noi trattati a ragion veduta nel capitolo “Valori non negoziabili”, ritenendoli aspetti basilari e imprescindibili della nostra visione valoriale: rimandiamo dunque a quel capitolo per tutto ciò che attiene alle politiche di difesa della vita, di promozione della famiglia e di riattivazione del saldo demografico.
Futuro Nazionale rileva anche come negli ultimi anni sia emersa una crescente preoccupazione riguardo alla gestione di numerose situazioni di criticità sociale che coinvolgono minori e nuclei familiari. Sosterremo, quindi, la potestà genitoriale e la tutela della famiglia, ritenendo che l’allontanamento dei minori debba essere solo l’extrema ratio e considerando che, normalmente, è preferibile che siano parzialmente compressi altri beni (pensiamo agli allontanamenti di minori per conflittualità tra genitori, assenze scolastiche, disordine a casa, o a seguito di un’unica denuncia senza prove per maltrattamento), piuttosto che quello dell’appartenenza al nucleo familiare.
Alcune nostre proposte per le politiche sociali:
Politiche sociali integrate alla sanità.
Salute e benessere sociale sono strettamente legati. Il partito propone quindi una visione integrata: migliorare le politiche per la disabilità (più assistenza alle famiglie con persone disabili, abbattimento barriere architettoniche, sussidi proporzionati), potenziare gli strumenti per la salute mentale (servizi psicologici accessibili e campagne di prevenzione per combattere dipendenze, disagio giovanile, depressione, ecc.), valorizzare il ruolo del terzo settore e del volontariato nella rete del welfare. Futuro Nazionale riconosce il ruolo sussidiario di associazioni, parrocchie, enti no-profit nel prendersi cura dei più deboli e sostenerne il valore pubblico, convinto che una società coesa e solidale rinforzi anche la salute di tutti e di ciascuno, nonché lo stato di armonia sociale diffusa.
Priorità agli italiani negli strumenti sociali:
Futuro Nazionale ritiene che gli strumenti sociali e le risorse pubbliche debbano essere utilizzati prioritariamente per i cittadini italiani, poiché la nostra contribuzione non è meramente legata al momento presente ma risalente nel tempo e, attraverso le generazioni, le nostre famiglie hanno faticato per la costruzione dello stato sociale italiano. I nostri avi hanno versato il sangue nelle nostre guerre, i nostri nonni hanno pagato le tasse che hanno permesso la costruzione delle nostre infrastrutture. Chi paga le tasse copre solo una parte infinitesimale del costo reale dei servizi di cui beneficia, essendovi di fondo un patrimonio investito nel tempo e di cui si usufruisce in termini mobili, immobili e di sistema Paese che è stato costruito col contributo finanziario (e non solo) di innumerevoli generazioni. Per questa ragione, Futuro Nazionale promuove la modifica delle normative per l’erogazione degli strumenti straordinari di sussidio sociale, come nel campo dell’Edilizia Residenziale Pubblica, per attuare una vera e propria inversione di marcia rispetto a quanto vissuto dal nostro Paese negli ultimi decenni e tornare a dare vera priorità alle famiglie italiane in difficoltà – fatta salva l’assistenza per stato di grave necessità. La solidarietà verso tutti è un valore, ove possibile e con le debite proporzioni, ma essa non può mai calpestare il principio di giustizia, né l’ordine della carità e quindi il dovere di occuparci innanzitutto del nostro “prossimo” e di coloro che sono a noi legati da maggior vicinanza e più strette relazioni di responsabilità: i nostri figli, i nostri anziani, i nostri concittadini. In poche parole, dobbiamo mettere gli italiani al primo posto.
Disabilità: Inclusione, Autonomia, Dignità.
Le persone con disabilità saranno sostenute con percorsi personalizzati di cura e assistenza, con accesso facilitato ai servizi sanitari, riabilitativi e domiciliari. Le famiglie con carichi assistenziali elevati riceveranno sostegno dedicato, col pieno riconoscimento del ruolo del caregiver. Tecnologie assistive e domotica saranno utilizzate per favorire l’autonomia, riconoscendo la disabilità come una condizione che richiede aiuto concreto e sostegno, non pietismo.
Casa e Rigenerazione Urbana.
La casa è un bene fondamentale. Il Piano Casa sosterrà alloggi popolari (per italiani volenterosi e che non conducano attività illecite), mutui agevolati, canoni calmierati, garanzie statali ed affitti accessibili nelle città universitarie e industriali, con particolare attenzione agli anziani soli e ai giovani lavoratori. La rigenerazione urbana diventerà un asse strategico, con recupero di edifici pubblici, riqualificazione dei quartieri degradati, ristrutturazione di case rurali e sviluppo di comunità energetiche familiari e condominiali. A tutto questo si affianca lo strumento fondamentale del “Mutuo Tricolore”, che abbiamo spiegato in dettaglio nell’omonimo capitolo.
Pensione minima a 750 euro.
La pensione minima (oggi a 619,80 euro) dovrà salire, una volta reperite le risorse, a 750 euro (ed essere aggiornata ogni 3 anni sulla base dell’inflazione) esclusivamente per chi vive in una condizione reale di bisogno, senza proprietà né entrate: lo Stato adotta un sistema di verifica fondato sulla ricostruzione effettiva della situazione economica e patrimoniale del richiedente. L’erogazione dell’integrazione non si basa più soltanto su autocertificazioni o su indicatori facilmente manipolabili, ma su un accertamento completo che incrocia i dati fiscali, anagrafici e patrimoniali, così da restituire un quadro veritiero della capacità economica della persona e del suo nucleo familiare, in modo da circoscrivere l’impiego di risorse pubbliche ai casi di vera necessità. La pensione minima a 750 euro diventa così una misura realmente equa, rivolta a chi non dispone dei mezzi necessari per una vita dignitosa. Chi tenta di accedervi attraverso dichiarazioni mendaci o omissioni rilevanti incorre nella revoca immediata e totale del beneficio, nell’obbligo di restituzione delle somme percepite e nell’esclusione per un periodo determinato da ogni forma di prestazione agevolata. In questo modo, le risorse pubbliche vengono protette e indirizzate verso i cittadini che ne hanno davvero bisogno, rafforzando la credibilità del sistema previdenziale e la giustizia sociale.
Azzeramento della pensione per il principio di San Paolo.
Il principio “chi non vuol lavorare neppure mangi”, dovrà valere anche proiettato nel tempo della vita, dunque per l’erogazione della pensione minima: proprio per sottolineare l’elemento della volontà e della responsabilità (“chi non vuol lavorare”) lo Stato agirà con comunicazioni e diffide sin dalla giovinezza, per coloro che né studiano né lavorano (ma potrebbero farlo), proponendo strumenti di formazione e inserimento lavorativo, rifiutati i quali i cittadino si assume la responsabilità di rinunciare anche agli strumenti previdenziali futuri, inclusa la pensione minima. Per coloro che volontariamente non avranno pagato i contributi previdenziali sufficienti all’erogazione della pensione minima, rifiutando l’aiuto dello Stato, essa sarà compressa tenendo conto delle diffide rifiutate e del quantum dei contributi realmente pagati. Dunque, nei casi di assenza di contribuzione e pertinacia nel rifiuto delle diffide, la pensione sarà del tutto negata: chi non ha pagato alcun contributo e si è sempre rifiutato di provare a pagarne, non riceverà alcun emolumento. In questo caso saranno garantiti, per il principio morale cristiano della “necessità estrema”, non denari ma i servizi volti al mantenimento in vita: mensa dei poveri, dormitorio pubblico e assistenza sanitaria essenziale. L’azzeramento delle erogazioni in denaro per chi si sia rifiutato persino di tentare il proprio reinserimento lavorativo garantirà, nel tempo, risparmi che potranno essere utilizzati proprio per garantire un aumento delle prestazioni previdenziali in denaro per i percettori di pensioni minime o basse, per i disabili, per i cosiddetti “caregiver familiari” e per le famiglie in difficoltà incolpevole.
Cantieri di cittadinanza improntati al principio tolleranza zero.
Ogni infrazione, anche minore, viene identificata tramite il controllo territoriale (Comune, Polizia Locale) e i servizi sociali, secondo il modello "Broken Windows": il degrado sistemico nasce dall’impunità dei piccoli reati. I minori responsabili di atti vandalici o prepotenze sono inseriti in percorsi sociali di riparazione obbligatoria per evitare l’avviamento della procedura giudiziaria (dove essa non risulti d’ufficio), supervisionati da personale delle Forze dell’Ordine in congedo, per restituire alla comunità ciò che le hanno sottratto.
Responsabilità genitoriale.
La famiglia che fallisce nel controllo educativo ne risponde legalmente ed economicamente. Sanzioni pecuniarie severe e sospensione dei sussidi pubblici colpiscono i nuclei dei minori recidivi. Per i casi di devianza, il genitore affianca fisicamente il figlio nei percorsi riparativi: lo Stato non si sostituisce al padre o alla madre, li costringe a riprendere il proprio ruolo.
Sport e mestieri come presidio identitario.
Contro il nichilismo delle periferie, lo Stato offre un’identità più forte di quella della strada. Promuoveremo gli sport di resistenza e le arti marziali (scuole di autocontrollo e rispetto) e le "Botteghe di Cittadinanza", dove i giovani apprendono mestieri d’eccellenza: artigianato, restauro, agricoltura. Imparare un mestiere vale più di qualsiasi “gang”.
Protocolli oggettivi contro l’arbitrarietà nei servizi sociali.
Basta con lo "psicologismo" e le valutazioni soggettive nei casi di tutela minorile: introdurremo Indicatori di Performance Etica (EPI) e protocolli tecnici certi che documentino ogni azione intrapresa. L’errore deve diventare un elemento procedurale identificabile e correggibile, non un’accusa mediatica indiscriminata contro un’intera categoria professionale né una ipotesi indimostrabile e quindi un lasciapassare per comportamenti oggettivamente scorretti.
- Difesa della potestà genitoriale e dell’unità del nucleo familiare: l’allontanamento è solo l’extrema ratio. Sempre più famiglie denunciano percorsi lunghi, complessi e spesso caratterizzati da un accanimento istituzionale contro le famiglie. Oggi assistiamo troppo spesso a un modello di intervento che rischia di trasformare la fragilità familiare in una frattura definitiva. Anziché investire nel recupero delle relazioni, nel sostegno alla genitorialità e nella prevenzione, si ricorre sempre più a percorsi di allontanamento drastico dei minori, spostandoli come se fossero semplici oggetti, banalizzando e negando i traumi che derivano da tali allontanamenti forzati, che andranno ad incistarsi nella vita di un bambino, per sempre. Dopo il caso Bibbiano è sempre più evidente quanto occorra vigilare per evitare storture criminose o ideologiche che distruggono le famiglie senza sufficiente fondamento. Lo Stato deve essere un alleato delle famiglie e l’allontanamento di un minore deve rappresentare l’extrema ratio, limitata ai casi di grave e concreto pericolo, mai una scorciatoia per affrontare situazioni che possono essere risolte con interventi meno invasivi. Occorre inoltre garantire un sistema fondato sulla trasparenza, sul confronto tra professionalità diverse e sul rispetto del contraddittorio.
Controlli frequenti sulle strutture ospitanti.
Specialmente dopo fatti come quelli legati agli abusi del Forteto, in Toscana, è necessario rafforzare i controlli sulle strutture che ospitano i minori, verificando costantemente la qualità degli interventi e il rispetto dei diritti dei bambini. Ogni comunità deve essere sottoposta a standard elevati di vigilanza. Il mantenimento dei legami affettivi significativi con entrambi i genitori e con i fratelli è un bene fondamentale che deve essere preservato. Nei casi di abuso di potere o di uso distorto degli strumenti istituzionali, lo Stato interverrà con fermezza.
Trasparenza come fiducia istituzionale.
Il cittadino deve sapere che l’operatore sociale agisce secondo scienza e protocollo, non secondo coscienza soggettiva. La misurabilità delle procedure tutela contemporaneamente la famiglia, il professionista e l’istituzione, restituendo credibilità a uno Stato troppo spesso percepito come arbitrario e opaco.
Bio-consapevolezza obbligatoria nelle scuole.
La prevenzione delle dipendenze entra in curriculo con medici e tossicologi in aula. Scansioni cerebrali dei danni da alcol e cannabinoidi, dati scientifici certi, decostruzione tecnica e convincente del mito delle "droghe leggere": la verità biologica è un antidoto al fascino del proibito. Non informazione generica, ma un vero e proprio urto che colpisca la coscienza.
Divieto assoluto di utilizzo dei dispositivi elettronici personali a scuola.
La dipendenza digitale è una forma di auto-reclusione che impoverisce le capacità cognitive e relazionali dei giovani. Ripristiniamo il divieto assoluto di smartphone e dispositivi personali durante l’orario scolastico: un atto di disintossicazione forzata che restituisce alla scuola il suo ruolo di presidio della realtà e di confronto autentico.
- Divieto di accesso ai social network per i minori di 15 anni, con obbligo per le piattaforme di implementare sistemi di verifica dell’età certi e non aggirabili, basati su strumenti di identificazione digitale. Dai 15 ai 17 anni dovrà invece essere previsto un tempo massimo di utilizzo quotidiano, per esempio 45 minuti o un’ora, terminato il quale l’account non sarà più utilizzabile fino al giorno successivo.
Blocco predefinito dei contenuti per adulti su tutti i dispositivi connessi:
qualsiasi contenuto sessuale esplicito, violento o inappropriato per i minori deve essere bloccato di default su tutti i dispositivi e le connessioni. Lo sblocco deve richiedere una richiesta esplicita dell’adulto titolare del contratto. Vigilanza sull’attuazione efficace del Decreto Caivano per evitare ogni possibile elusione del divieto di fornire contenuti pornografici ai minori, tramite meccanismi di doppio anonimato e autenticazione, come quelli già avviati dall’Agcom. Responsabilità delle piattaforme: sanzioni economiche severe - fino al 4% del fatturato annuo globale - per le piattaforme che non adottino sistemi adeguati di verifica dell’età e di protezione dei minori.
In definitiva, lo stato sociale di Futuro Nazionale verrà ripensato in chiave di giustizia, meritocrazia e responsabilità, con sostegni sociali perlopiù riservati ai cittadini italiani, con controlli severi contro abusi e frodi. I Comuni che investono in natalità e politiche familiari verranno premiati e i servizi territoriali per infanzia, anziani e disabili saranno potenziati, mentre l’assistenzialismo sarà trasformato in percorsi di formazione e lavoro. I giovani saranno condotti alla comprensione delle proprie responsabilità e dei rischi legati alle droghe e ad altri comportamenti antisociali. Lo stato sociale ha la funzione di non lasciare indietro nessuno e offrire un supporto a chiunque abbia bisogno, senza però omettere il tentativo di riportare ciascuno ad esprimere tutte le proprie potenzialità.
Dalla prima e seconda parte (di tre) del programma nazionale di Futuro Nazionale, documento ufficiale del 24 agosto 2026. La pagina del partito ne pubblica solo la prima parte.