Introduzione. Chi siamo e cosa faremo.
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“Futuro Nazionale con Roberto Vannacci” è un progetto politico italiano radicato nella Tradizione romana e cristiana, coi piedi saldamente per terra, ancorati al presente, e lo sguardo volto al futuro della Nazione: un futuro all’altezza della nostra storia e dell’anelito ad affrontare con ardore, virtù e sacrificio le sfide posteci dinnanzi dall’ora presente. Questa è l’attimo in cui il passato – che non è più – e il futuro – che non è ancora – si incontrano ponendoci la sfida della libertà: scegliere adesso per che cosa vivere e morire. Nel campo dell’azione politica – campo proprio di un progetto come il nostro – essere ancora, sempre e con fierezza italiani è e rimarrà il criterio di orientamento di chi – noi! – fa della Nazione il proprio spazio di esistenza, di sogno e di azione.
È giunto il momento che la “Destra divina che è dentro di noi, nel sonno”, di cui diceva Pier Paolo Pasolini, intellettuale niente affatto di destra ma capace di grandi intuizioni circa le condizioni storiche della Nazione nel secondo dopoguerra, venga finalmente risvegliata. Che il sonno – e il sogno – diventino finalmente l’alba di una nuova avventura: quella di una Destra identitaria, pura e vitale. Futuro Nazionale nasce dunque dalla volontà di riportare l’Italia alle proprie radici, posizionandola nuovamente sulla strada della sua grande storia. Il Generale Roberto Vannacci, fondatore e Presidente del movimento, ha indicato il cuore della missione: imboccare la via per tornare ad essere, rapidamente e senza moderazione, un Paese identitario, sovrano, sicuro, libero e prospero.
Il partito si propone come forza di destra patriottica e identitaria, capace di accogliere gli italiani di buona volontà, orgogliosa delle proprie radici nazionali, fondate sul diritto romano, sulla filosofia greca, sull’eroismo della cristianità romano-germanica e, sopra tutto, sulla sintesi di queste istanze operata dalla civiltà cattolica. Una forza determinata a perseguire innanzitutto l’interesse degli italiani, a difendere i loro valori, la loro storia, la loro inclinazione a sviluppare la propria cultura e la propria esistenza nei massimi gradi possibili. La visione di Futuro Nazionale si fonda su alcuni valori cardine – identità nazionale, famiglia naturale, sicurezza, libertà, merito e tradizione – ritenuti indispensabili per una nuova primavera italiana.
La missione dichiarata è quella di distaccarsi dalle divisioni artefatte e da talune posticce categorie ideologiche volte a mantenere gli italiani in una perdurante guerra civile anziché permettere loro di impegnarsi in uno sforzo realista per il bene della Nazione alla luce dei valori fondamentali della nostra civiltà.
È importante per noi non lasciarsi travolgere dagli scompaginamenti di un mondo che in pochi anni ha subito incredibili trasformazioni e assumerne saggiamente la guida, proponendosi come una forza veramente nuova, capace di ascoltare e stare vicina al cittadino, di crescere, di migliorare il sistema e la qualità della vita della nazione, al fine di costruire e lasciare ai nostri figli un’Italia migliore di quella ricevuta, attraverso un progetto politico integrale, decisivo e costruttivo; un progetto capace, dunque, di dialogo con altre realtà della società civile e della politica italiana, ma senza compromessi sugli ideali e con una netta consapevolezza di quali siano i valori non negoziabili (a cominciare dalla difesa della vita dal concepimento alla morte naturale, della famiglia naturale, dell’identità cristiana, della concezione romana del diritto: linee rosse che non possono essere valicate, costi quel che costi).
Con il presente programma politico, articolato per aree tematiche, Futuro Nazionale presenta la visione, i valori fondanti, le proposte concrete e gli obiettivi strategici che caratterizzeranno la propria azione politica. Ciascun capitolo illustra gli orientamenti e le iniziative che il partito intende promuovere nei diversi settori, dall’economia alla giustizia, dalla difesa all’istruzione, dalla remigrazione alla sussidiarietà, alla politica estera, alla sanità, all’ambiente, al lavoro, alla cultura, al rilancio dell’identità nazionale come identità romana e cristiana. Questo programma rimarrà vivo, si alimenterà mediante il confronto interno, l’analisi dell’evoluzione degli scenari mutevoli, il dialogo con le realtà della società civile. Di conseguenza, sarà periodicamente aggiornato, continuando ad affermare senza cedimenti i medesimi valori nei contesti delle nuove sfide. Intorno a noi, il mondo è attraversato da rischi che nessuna società può ignorare.
La competizione tra grandi potenze è tornata a essere un fattore strutturale; la “fine della storia” profetizzata da Fukuyama si è rivelata una grande illusione; la guerra in Ucraina, con lo scellerato posizionamento dell’Europa, ha aperto scenari che in molti non avevano immaginato; il Medio Oriente rimane un epicentro di instabilità; le cyber‑minacce possono paralizzare interi sistemi; le catene globali di approvvigionamento sono fragili; la crisi demografica e i flussi migratori generano tensioni e definiscono uno stato di seria crisi per l’esistenza della nostra società attraverso il tempo. Di fronte a questa realtà complessa la classe politica si è rivelata negli ultimi anni piuttosto inadeguata. Di conseguenza, una parte crescente del Paese ha perso fiducia nei confronti della politica italiana.
Ci sono cittadini che hanno smesso di votare perché non credono più che la politica possa sensibilmente incidere sulla loro vita; altri che si erano sentiti rappresentati da forze politiche oramai sempre più somiglianti l’una all’altra; altri ancora che hanno cercato risposte in movimenti nati come forma di protesta e poi risoltisi nelle solite inconcludenti ricette tecnocratiche, ideologiche o prive di coraggio. È dunque venuto il momento di cambiare il mazzo da gioco e rimettere in discussione tutti i parametri supinamente accettati da coloro che si sono dedicati ad una politica le cui regole erano già fatte a tavolino da chi a tutto pensa fuorché all’interesse nazionale. La politica del presente non può essere letta con le categorie del passato: deve essere interpretata attraverso i bisogni reali del presente e le sfide interne e globali che il Paese affronta e affronterà.
È tempo per la rinascita di un pensiero e di un’azione tipicamente romani e cristiani, impegnandosi per il futuro delle nostre famiglie e dei nostri figli, ai quali dobbiamo consegnare un Paese migliore e all’altezza di come ci è stato consegnato dai nostri avi, la cui volontà rimane per noi monito, consegna e criterio di decisione. Come ci ha insegnato Gilbert Keith Chesterton, il cui trapasso coincide col giorno di conclusione della nostra Assemblea Costituente, “La tradizione può essere definita come una estensione del diritto politico. Tradizione significa dare il voto alla più oscura di tutte le classi, quella dei nostri avi”. Ce lo diceva anche Giovannino Guareschi, che nel diario redatto durante la prigionia in un campo tedesco scrive “bisogna anche tener conto dei Morti, nella vera democrazia”.
Per tutte le dette ragioni Futuro Nazionale si ispira a un patriottismo realista e infaticabile, convinto che l’Italia – culla di civiltà, arte, filosofia e innovazione – abbia la vocazione naturale alla magnanimità, ovvero alla virtù dimenticata della grandezza. Il movimento intende riconoscere e promuovere la dignità del popolo italiano, sostenendone e rinnovandone la fierezza e mettendo al centro l’interesse nazionale di quella che è stata la culla della civiltà europea: quel corpo che è Roma antica, quell’anima che è la Roma cristiana.
Corpo che è oggi rappresentato anche dall’estensione materiale della nostra terra – racchiusa dalle Alpi e dal Mare nostrum, benedetta dal clima che ne ha fatto “ ‘l giardin de lo ‘mperio” (Dante, Purgatorio, VI) – , i popoli italici (comunità di diritto e di sangue perché fondati sulla famiglia, che è una società di diritto e di sangue e che è la fonte della nazione, la quale trova la propria origine nel latino nasci, nascere) che l’Impero antico federò e che unì, organizzandoli in regioni a diretto raccordo con Roma (mai “province romane” come le terre non italiane) e, di questi popoli, la ricchezza dei tratti specifici dei nostri volti, dei nostri capelli, dei nostri occhi. L’Italia ha anche un’anima: fede, lingua (“Il bel paese là dove ‘l sì suona”, Inferno, XXXIII), storia, valori comuni. Per fare un italiano non ci vuole un corso di educazione civica: ci vogliono secoli. Che cos’è la Patria?
È la terra dei padri che, nei secoli, hanno costruito le stesse strade, raccontato le stesse storie, combattuto sullo stesso fronte. Proprio per questo le guerre civili sono la peggior ferita nella storia dei popoli, come forma di fratricidio. L’Impero Romano, di cui noi italiani siamo i grati eredi, fu notoriamente capace di grande sintesi e di proficuo incontro e scambio culturale. Le civiltà solide non progrediscono per meccanica sommatoria o indiscriminata mescolanza con le altre, ma per capacità integrativa ed assimilativa: l’Italia lo ha fatto con perfetta continuità per oltre due millenni.
Oggi sta invece accadendo una sovrapposizione forzosa e innaturale, una vera e propria invasione che non è scambio e confronto ma distruzione del corpo e dell’anima dell’Italia, imponendo nuovi modelli culturali e sovvertendo le nostre leggi, le nostre tradizioni, la nostra sicurezza e la nostra libertà di continuare a vivere a casa nostra secondo quel modello che abbiamo difeso e promosso per millenni. Come il Generale Roberto Vannacci ha più volte sottolineato, “viene prima l’Italia, poi lo Stato e le Istituzioni, che devono esserne al servizio”. Il nostro progetto rivendica di essere quello di una destra “vitale”, cioè non rattrappita e avviluppata sulle regole del discorso decise dai padroni della cultura e da chi dà patenti per decidere che cosa si possa pensare e che cosa no. Una destra vitale anche perché mette al primo posto la necessità di promuovere la vita, a partire dal rilancio demografico: per fare, crescere, sognare, lavorare occorre prima esistere.
E un popolo esiste nei suoi membri, nei suoi figli, quelli che oggi mancano, col rischio di segnare la fine della civiltà italiana. La classe politica del nostro Paese anche su questo ha dormito sugli allori per decenni, rinviando quello che è uno dei problemi più urgenti per la sussistenza e la prosperità della Nazione. Una destra vitale, insomma, che getta il guanto di sfida al conformismo e alla mediocrità, per liberare le energie inespresse della Nazione ed avviarne di nuove. In sintesi, Futuro Nazionale si propone come progetto politico identitario, sovranista, di azione integrale e a tutto campo, critico verso assetti e alleanze internazionali che penalizzino l’Italia, deciso a ridisegnare il futuro del Paese a partire dai propri valori fondanti, dalle proprie radici. Questo è ciò che siamo, questo è ciò che abbiamo deciso di essere ancora. Di fronte a chi avesse qualcosa da ridire sulla nostra identità e sui nostri propositi, noi tireremo dritto.
Dal programma nazionale di Futuro Nazionale, pubblicato sulla pagina ufficiale del partito.