Difesa
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Nel campo della difesa, Futuro Nazionale si ispira ai modelli di sovranità nazionale e di capacità di difesa dalle minacce esterne, puntando su Forze Armate all’avanguardia e strettamente votate alla tutela dell’interesse italiano. Il partito riconosce il ruolo essenziale delle Forze Armate nella protezione della Patria e nel contesto delle alleanze internazionali, ma rivendica per l’Italia il diritto di decidere in maniera indipendente sul proprio livello di riarmo e sul contributo nelle missioni estere, comunque in aderenza al principio costituzionale che l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, secondo la linea della dottrina giuridica cristiana della guerra giusta condizionata da proporzionalità, risposta ad aggressione e previsione di scenario migliorativo.
Alcuni punti chiave della politica di difesa includono:
Adeguatezza degli investimenti militari ma senza subalternità ad agende decise da altri.
Occorre garantire fondi sufficienti a mantenere uno strumento militare efficiente e all’altezza delle sfide contemporanee, evitando però corse alle spese imposte dall’esterno. Rigettiamo con fermezza il piano di aumento della spesa militare al 5% del PIL su pressione NATO ed UE, sottolineando che né la NATO né altre organizzazioni transnazionali possano imporre politiche di spesa che, al momento, non sembrerebbero neanche connesse a requisiti capacitivi e che siano i singoli Paesi a decidere quanto poter dedicare alla Difesa in base ad una seria, puntuale e strutturata valutazione della minaccia ed in funzione delle risorse a disposizione. Il partito, dunque, sosterrà un livello di spesa per la difesa proporzionato alle reali necessità strategiche italiane evitando che costi eccessivi gravino sui cittadini e comprimano spese più urgenti ed essenziali. Occorre saper individuare le reali minacce per il nostro Paese, da identificarsi oggi specialmente nell’invasione da parte di popoli esotici e nella distruzione del sistema sociale occidentale, non nella fantomatica “minaccia russa”.
Contrarierà all’attivazione del prestito SAFE.
Futuro Nazionale è contrario ad ogni forma di indebitamento comune e ancor più allo strumento SAFE. Si tratta, infatti, di nuovo debito che rimane in capo alla nazione che ne fa richiesta e che, per essere speso, è condizionato alle priorità di Bruxelles e non alle vere esigenze del richiedente, quindi dell’Italia. La tecnica del debito comune, peraltro, è da decenni utilizzata quale strumento per sottrarre sovranità agli stati. Anche in questo caso la deroga al PSC viene posta per spese che nulla hanno a che vedere con le esigenze dell’Italia e dei popoli europei, mentre non ci sono deroghe per le vere emergenze: remigrazione, supporto all’impresa e alle famiglie, riduzione del costo dell’energia e riattivazione del saldo demografico. Il prestito del Safe dovrà essere restituito a partire dal 2035, contemporaneamente al PNRR, che vale circa 8 miliardi annui. Aggiungere ulteriori 700mila euro di SAFE annui non ci pare ragionevole né funzionale all’interesse nazionale. Anzi, la necessità di restituire i debiti contratti porterà ad una maggiore pressione fiscale che danneggerà soprattutto i giovani appena assunti e le fasce a salario più basso, andando a stimolare la loro emigrazione invece di contrastarla.
Difesa dei confini nazionali.
In sinergia con le politiche di stop all’immigrazione illegale, il partito vede nelle Forze Armate uno strumento per proteggere i confini terrestri marittimi ed aerei dall’immigrazione illegale e per preservare anche le dimensioni elettromagnetiche e cyber da ogni intrusione ostile. Si propone di rafforzare la sorveglianza delle frontiere, anche attraverso l’impiego della Marina Militare per pattugliamenti e interdizioni mirate nel Mediterraneo, nel rispetto del diritto internazionale. L’Italia deve poter controllare chi e cosa entra nel proprio territorio: è una funzione sovrana imprescindibile, da esercitare con determinazione.
Forze Armate ben equipaggiate.
Destineremo le risorse esistenti e commisurate ai reali bisogni a programmi che diano ai nostri militari mezzi all’avanguardia e sicuri e punteremo sullo sviluppo dell’industria di difesa nazionale, considerando che oggi l’Europa paga cari molti armamenti per via di filiere indebolite; Futuro Nazionale intende rilanciare in Italia comparti strategici (cantieristica, aerospazio, elettronica militare) così da abbattere costi e dipendenze estere, creando al contempo occupazione qualificata. L’idea non è spendere di più in spesa militare, ma spendere meno e con maggiore autonomia strategica e produttiva. In ogni caso, un significativo riarmo e il rinnovo degli arsenali non possono avere luogo in condizioni di costi esorbitanti dell’energia e delle materie prime. In parallelo, attenzione sarà data al benessere del personale in uniforme: addestramento costante, serio e efficace; carriere adeguate ai meriti; individuazione e sfruttamento di aree addestrative vicine alle guarnigioni; adeguamento salariale e previdenziale; attenzione alle famiglie; sostegno ai veterani.
Impegno internazionale responsabile.
Circa le missioni militari all’estero, Futuro Nazionale adotterà una linea prudente e orientata al prioritario interesse nazionale, secondo quanto descritto in dettaglio nel capitolo “Esteri, UE, Geopolitica, Sovranità”. L’Italia onorerà gli impegni con gli alleati laddove fossero aggrediti (clausola di difesa, art. 5 del Trattato Nord Atlantico) e contrasterà il terrorismo, ma rifiuterà l’idea di partecipare a interventi militari avventuristi, contrari ai propri interessi diretti o volti ad “esportare la democrazia”. La politica estera e quella di difesa saranno strettamente coordinate: si privilegerà la diplomazia preventiva e la soluzione politica delle crisi, utilizzando la forza solo come extrema ratio e sempre nella cornice di un canale di dialogo aperto con tutti i principali attori strategici mondiali.
Impiego territoriale dello strumento militare.
Futuro Nazionale ritiene che nei tempi di pace le risorse operative delle Forze Armate possano essere utilmente orientate al rafforzamento della sicurezza interna e alla tutela del territorio sfruttando quelle caratteristiche uniche e peculiari che lo strumento militare offre. In tale prospettiva, il programma promuove un impiego sussidiario e coordinato con le autorità civili e di pubblica sicurezza volto alla riqualificazione di aree caratterizzate da elevati livelli di criminalità e degrado, nonché alla protezione di infrastrutture strategiche e spazi pubblici sensibili. L’obiettivo non è sostituire le competenze delle forze di polizia, ma integrare la capacità dello Stato di riaffermare presenza, controllo e legalità sul territorio nazionale, valorizzando la professionalità, il dinamismo, le capacità operative esprimibili e la capacità logistica delle Forze Armate anche in contesti speciali di sicurezza urbana. L’impiego in contesti di sicurezza interna delle Forze Armate ne deve esaltare le caratteristiche e capacità operative e non essere inteso, come purtroppo spesso si è fatto, quale sostituzione temporanea nei compiti più statici di forze dell’ordine. Tale orientamento mira a rafforzare il senso di sicurezza dei cittadini e a rendere visibile l’effettiva disponibilità dello Stato a presidiare e tutelare i propri spazi. Ovviamente, dovranno essere concessi alle unità militari specifici poteri e qualifiche giuridiche per operare in modo efficace e con reale valorizzazione delle proprie competenze.
Reclutamento, Carriere e Stabilizzazione.
Difendiamo un sistema di reclutamento che metta al centro capacità oggettive, meritocrazia, disponibilità e trasparenza. Prevediamo concorsi dedicati al personale delle forze di completamento con almeno 36 mesi di servizio e meno di 50 anni, e un sistema di punteggi basato su esperienza, titoli, brevetti e meriti.
Per il personale di supporto è previsto il passaggio al servizio permanente dopo un numero definito di richiami. I percorsi di carriera saranno chiari, stabili e meritocratici.
Valorizzazione della cultura della Difesa.
Futuro Nazionale promuove il rispetto delle proprie Forze Armate e la fierezza per la loro storia e il loro servizio. Sosteniamo una cultura della difesa fondata su responsabilità, disciplina, merito e orgoglio nazionale. Nelle scuole superiori verranno introdotti moduli di educazione alla difesa e alla sicurezza nazionale, presentando l’eccellenza delle nostre Forze Armate e favorendo l’attrattiva dei migliori giovani con i caratteri adeguati per svolgere questa speciale funzione a difesa del Paese. Introdurremo un modello innovativo di comunicazione tra Difesa e cittadini: saranno sostenute iniziative per diffondere tra i giovani la consapevolezza del ruolo svolto dai militari, ad esempio attraverso programmi nelle scuole e l’adesione volontaria a campi e attività esterne di formazione per educazione militare con valenza civica.
In sintesi, consideriamo la Difesa nazionale un pilastro imprescindibile della sovranità reale. Un Paese forte e rispettato deve saper difendere se stesso: per questa ragione, Futuro Nazionale investirà nella sicurezza nazionale non solo in termini di mezzi, ma soprattutto in termini di visione strategica indipendente. L’Italia deve poter dire la propria in ambito NATO e UE da pari a pari, forte di un proprio pensiero strategico e di una propria identità. Un riarmo fine a se stesso e focalizzato su minacce costruite retoricamente non ha alcun senso: le nostre Forze Armate devono essere orientate alle sfide concrete che minacciano la Patria, supportando le autorità civili nella gestione di tali emergenze e garantendo la sicurezza dei confini e del popolo italiano.
Dalla prima e seconda parte (di tre) del programma nazionale di Futuro Nazionale, documento ufficiale del 24 agosto 2026. La pagina del partito ne pubblica solo la prima parte.