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Lavoro, PMI, Professioni e Politiche Occupazionali

1718 parole · 9 min di lettura

Lavoro, produttività e crescita.

Il lavoro rappresenta il fondamento della crescita economica e della coesione sociale, oltre ad essere una imprescindibile dimensione per l’espressione e la maturazione della persona, che proprio attraverso il lavoro apporta un importante contributo al bene comune. Attraverso il lavoro si costruiscono benessere familiare, sviluppo della comunità nazionale e stabilità del Paese. Per questo Futuro Nazionale considera prioritario puntare verso la piena occupazione, creando le condizioni affinché ogni cittadino possa accedere a un’occupazione stabile, coerente con le proprie competenze e adeguatamente remunerata. Compito della politica economica è favorire la crescita dell’occupazione, della produttività e del reddito disponibile, creando un contesto favorevole agli investimenti, all’impresa e all’innovazione.

Lo Stato deve garantire regole semplici, certezza normativa, pressione fiscale sostenibile, infrastrutture efficienti e minori ostacoli burocratici, rispettando l’iniziativa privata come principale motore dello sviluppo economico ed offrendo ad essa degli indirizzi strategici sostenuti dagli investimenti pubblici. Negli ultimi anni il potere d’acquisto delle famiglie italiane è stato ridotto dalla bassa crescita, dall’elevata pressione fiscale sul lavoro, dall’aumento dei costi energetici e dalla stagnazione della produttività. Ciò ha inciso negativamente sui consumi, sulla capacità di risparmio, sugli investimenti, sulla natalità e sulla possibilità per molti giovani di costruire un progetto di vita stabile. Per invertire questa tendenza occorre rafforzare la domanda interna e la produzione nazionale, sostenere la produttività e favorire la formazione di nuova ricchezza attraverso lavoro, impresa, innovazione e investimenti produttivi.

La progressiva riduzione del cuneo fiscale e contributivo dovrà aumentare il reddito netto dei lavoratori senza compromettere la competitività delle imprese, innescando un circuito virtuoso. La riduzione del costo del lavoro dovrà essere accompagnata da investimenti nella formazione continua, nella digitalizzazione delle imprese, nell’innovazione tecnologica e nello sviluppo delle competenze professionali. Particolare rilievo sarà attribuito all’Università e alla Ricerca, agli Istituti Tecnologici Superiori, alla formazione tecnica avanzata e ai percorsi di aggiornamento permanente, indispensabili per affrontare l’evoluzione del mercato del lavoro. L’innovazione tecnologica e l’intelligenza artificiale rappresentano una rilevante opportunità di crescita della produttività, ma richiedono una governance orientata alla tutela della persona e del lavoro.

La priorità è favorire l’adozione responsabile delle nuove tecnologie, rafforzando le competenze dei lavoratori e accompagnando le trasformazioni produttive senza compromettere occupazione, coesione sociale e competitività, anche valutando e implementando nuovi modelli organizzativi che distribuiscano i benefici ottenuti dall’innovazione tecnologica senza aumentare il numero dei disoccupati. Se la sinistra pensa come unica soluzione la redistribuzione della ricchezza con sussidi per cittadini privati della possibilità di lavorare, per Futuro Nazionale è proprio l’occupazione di ciascuno a rappresentare un bene da tutelare per lo sviluppo economico, morale e spirituale della società. Non dovrà trattarsi di “lavoro povero”, che non permette di arrivare alla fine del mese.

Per questo è necessario sostenere la contrattazione nazionale finalizzata ad ottenere una giusta retribuzione per il lavoro dipendente, con la detassazione degli incrementi salariali e anche attraverso una riforma della rappresentatività sindacale che garantisca una vera difesa degli interessi dei lavoratori soprattutto nei confronti delle grandi corporation multinazionali. La qualità del lavoro dipende anche da fattori esterni alla retribuzione. Politiche energetiche, infrastrutture efficienti, accesso alla casa e semplificazione amministrativa incidono direttamente sul potere d’acquisto delle famiglie e sulla capacità delle imprese di investire, assumere e competere.

Per questo Futuro Nazionale considera prioritarie la riduzione strutturale del costo dell’energia (sia riaprendo al gas russo, sia differenziando le fonti di produzione nazionale, a partire da nucleare e biomasse), il potenziamento delle infrastrutture materiali e digitali, la valorizzazione del patrimonio pubblico inutilizzato per favorire l’accesso alla casa, lo sviluppo dell’edilizia convenzionata e l’acquisto dell’abitazione da parte delle giovani famiglie. La digitalizzazione della Pubblica Amministrazione dovrà perseguire un obiettivo preciso: semplificare i rapporti tra cittadini, imprese e istituzioni, riducendo tempi, costi amministrativi e adempimenti inutili, così da liberare risorse da destinare alla crescita economica e all’occupazione.

Politiche attive del lavoro, partecipazione e capitale umano

Una moderna politica del lavoro deve favorire l’incontro tra domanda e offerta, sostenere la formazione continua e accompagnare le persone lungo l’intero percorso professionale. L’obiettivo è ridurre i tempi di accesso all’occupazione, valorizzare le competenze e favorire il reinserimento lavorativo di chi perde il lavoro o necessita di una riqualificazione. Futuro Nazionale propone la realizzazione di un Database Unico di Collocamento Nazionale, integrato con imprese, centri per l’impiego, enti di formazione e operatori privati accreditati, così da rendere più efficiente, trasparente e rapido il mercato del lavoro. Le risorse destinate ai servizi per l’impiego dovranno essere orientate ai risultati conseguiti in termini di occupazione stabile, formazione completata e qualità dell’inserimento. Le misure di sostegno economico rivolte alle persone in condizioni di effettiva difficoltà dovranno essere accompagnate da percorsi di orientamento, formazione e reinserimento professionale.

La solidarietà deve procedere insieme alla responsabilità: nessuno deve essere lasciato senza tutela nelle situazioni di reale bisogno, ma ogni politica sociale deve favorire il ritorno all’occupazione quando ciò sia concretamente possibile. La disponibilità a lavorare per chi ne sia capace rappresenterà dunque una condizione imprescindibile per l’accesso agli strumenti di sussidio, ritenendo che tali risorse debbano altrimenti essere utilizzate per favorire la riduzione del cuneo fiscale e, quindi, la creazione di nuovi posti di lavoro. Futuro Nazionale si oppone all’idea che chi lavora debba mantenere, tramite le imposte, chi si rifiuta di lavorare e contribuire, per come può, al bene della Nazione. Per questo proponiamo come criterio di orientamento quello che chiamiamo il “principio economico di San Paolo”: chi non vuol lavorare neppure mangi (2 Tessalonicesi 3, 10).

Futuro Nazionale, seguendo la saggezza della Dottrina Sociale della Chiesa, considera strategica una più ampia partecipazione dei lavoratori alla crescita delle imprese. Partecipazione agli utili, azionariato dei dipendenti e altri modelli di coinvolgimento economico possono aumentare produttività, senso di appartenenza e stabilità aziendale, favorendo una più equa distribuzione dei benefici della crescita. Tali strumenti dovranno integrare, e non sostituire, la normale retribuzione, promuovendo una cultura fondata sulla corresponsabilità tra capitale e lavoro e contribuendo al rafforzamento della proprietà diffusa e di una classe media produttiva sempre più estesa.

Imprese, professioni e competitività del sistema produttivo

La crescita dell’occupazione dipende dalla solidità del sistema produttivo nazionale. Per questo Futuro Nazionale pone al centro della propria politica economica il rafforzamento delle piccole e medie imprese, delle imprese familiari, degli artigiani, dei commercianti, dei professionisti, delle aziende agricole e della pesca, che insieme al lavoro dipendente rappresentano la struttura portante dell’economia italiana. L’obiettivo è creare un contesto favorevole agli investimenti, riducendo gli oneri burocratici, facilitando l’accesso al credito, sostenendo l’innovazione e favorendo il ricambio generazionale nelle attività produttive. Particolare attenzione sarà dedicata alle imprese familiari, al fine di preservarne competenze, patrimonio professionale e continuità aziendale. La crescita dimensionale delle imprese sarà sostenuta attraverso reti d’impresa, consorzi e forme di collaborazione capaci di aumentarne la competitività senza comprometterne l’autonomia.

Il rafforzamento delle filiere nazionali e il reshoring delle produzioni strategiche, richiamati anche nella sezione sulla politica industriale, saranno strumenti essenziali per mantenere in Italia attività produttive, centri decisionali, ricerca e competenze ad alto valore aggiunto. Per sostenere la crescita sui mercati esteri saranno rafforzati gli strumenti di internazionalizzazione, valorizzando il ruolo di SACE, SIMEST, Camere di Commercio e organismi di promozione del Made in Italy. Le imprese che investono in ricerca, innovazione, digitalizzazione ed esportazione dovranno poter contare su strumenti stabili, prevedibili e facilmente accessibili. Parallelamente sarà favorito lo sviluppo di strumenti finanziari alternativi al tradizionale credito bancario, attraverso iniziative pubblico-private destinate alla patrimonializzazione delle PMI, al finanziamento degli investimenti e alla crescita delle imprese con maggiore potenziale industriale.

La semplificazione amministrativa rappresenta una condizione essenziale per aumentare la competitività del Paese. Ogni intervento dovrà ridurre tempi autorizzativi, adempimenti e costi amministrativi, utilizzando la digitalizzazione come strumento di semplificazione e non di ulteriore complessità burocratica. Futuro Nazionale, pur riconoscendo gli aspetti positivi dell’innovazione nei sistemi di pagamento, mette al centro la tutela della libertà di scelta di cittadini e imprese tra contante e strumenti alternativi, nel rispetto della sicurezza, della legalità e della libertà economica. Innalzeremo il tetto per l’uso del contante a 10.000 €, come previsto dalla normativa europea, oggi fissato nel nostro Paese alla metà di tale limite.

Particolare attenzione sarà dedicata al contrasto del brain drain, favorendo il rientro in Italia di giovani professionisti, ricercatori e imprenditori attraverso strumenti che valorizzino le competenze acquisite all’estero e ne facilitino il reinserimento nel sistema produttivo nazionale. Le professioni ordinistiche costituiscono un patrimonio essenziale del sistema economico italiano. Futuro Nazionale intende favorire l’accesso dei giovani alle professioni regolamentate, sostenendo percorsi di inserimento più graduali e tutelanti anche per quanto riguarda l’accesso al credito, una maggiore integrazione tra formazione e attività professionale, il ricambio generazionale e l’evoluzione delle società tra professionisti.

Sicurezza, previdenza e nuove prospettive del lavoro

La tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro costituisce un principio irrinunciabile. Futuro Nazionale promuove il rafforzamento delle attività di prevenzione e dei controlli contro lavoro sommerso, caporalato e ogni forma di intermediazione illecita, favorendo al contempo sistemi di appalto che valorizzino qualità, sicurezza e sostenibilità, oltre al mero criterio del prezzo. La sostenibilità del sistema previdenziale deve conciliarsi con la tutela della dignità del lavoratore. Le future riforme dovranno garantire equilibrio finanziario, flessibilità in uscita e protezione adeguata per lavori usuranti e attività caratterizzate da particolare gravosità fisica o psicologica, oltre a garantire importanti premialità di pensionamento anticipato per le madri, proporzionalmente al numero dei figli avuti. Crescita dell’occupazione, produttività, natalità e ampliamento della base contributiva sono condizioni essenziali per assicurare la solidità del sistema nel lungo periodo.

Inoltre, Futuro nazionale lavorerà alla riduzione dei tempi di liquidazione del TFS/TFR dei lavoratori pubblici al fine di equipararli al TFR del settore privato. Intelligenza artificiale e automazione rappresentano una delle principali trasformazioni del mercato del lavoro. Futuro Nazionale ritiene che tali innovazioni debbano essere governate mettendo al centro la persona, utilizzando il progresso tecnologico per migliorare produttività, qualità del lavoro e competitività. Nel lungo periodo sarà opportuno valutare modelli organizzativi che consentano una migliore distribuzione dei benefici derivanti dagli aumenti di produttività, favorendo un rapporto più equilibrato tra lavoro, formazione, famiglia, tempo libero e qualità della vita.

Infatti, come spiegato nella sezione “Lavoro, produttività e crescita”, per Futuro Nazionale non è sufficiente garantire la sussistenza dei cittadini tramite la redistribuzione della ricchezza, ma occorre garantire una distribuzione del lavoro, ovvero la possibilità per tutti i cittadini di continuare ad essere produttori della propria ricchezza, esprimendo le proprie potenzialità nel lavoro e non dipendendo dai sussidi sociali.

Dal programma nazionale di Futuro Nazionale, pubblicato sulla pagina ufficiale del partito.