Sicurezza
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Futuro Nazionale vuole uno Stato che protegga i cittadini onesti, assicuri legalità sui territori, restituisca autorevolezza alle istituzioni e impedisca che l’eccesso di garanzie formali finisca per produrre impunità sostanziale. La libertà non prospera nel disordine: essa infatti non è il semplice arbitrio di fare qualsiasi cosa, ma il frutto dell’agire buono. I diritti non sono realmente esercitabili dove lo Stato arretra, dove interi quartieri vengono lasciati al controllo della criminalità, dove chi delinque calcola il rischio sapendo che l’apparato pubblico è lento, incerto e spesso paralizzato dalla paura di intervenire. La sicurezza, per Futuro Nazionale, non è materia per slogan emergenziali, ma un diritto fondamentale dei cittadini e una condizione preliminare della convivenza civile.
Non vi è libertà senza ordine, non vi è giustizia senza effettività della pena, non vi è sovranità senza controllo del territorio, non vi è autorità dello Stato se chi lo rappresenta viene lasciato solo davanti alla violenza, alla delegittimazione e al rischio giudiziario. Su questa base, Futuro Nazionale intende applicare un programma in materia di sicurezza attraverso un complesso organico di interventi legislativi, amministrativi e ordinamentali. Sul piano della sicurezza urbana, il programma ricostruisce la presenza dello Stato con Polizia Locale valorizzata, Forze dell’Ordine potenziate, Polizia di prossimità, piani antidegrado e un nuovo modello di contrasto alla criminalità diffusa.
Una delle innovazioni da cui partire è la revisione del principio di proporzionalità nella legittima difesa: chi aggredisce la persona o la proprietà privata si assume la responsabilità della reazione, che anche se materialmente non commisurata per tipologia d’arma o altre caratteristiche dovrà risultare non imputabile laddove esercitata nelle immediatezze dell’aggressione. Alcune proposte in dettaglio:
La dottrina di Futuro Nazionale per la Legittima Difesa. Futuro Nazionale sostiene con forza il più ampio diritto giuridico alla legittima difesa, ritenendo che nella complessità delle situazioni difensive la filosofia morale sul foro interno non possa esser sovrapposta in coincidenza al diritto penale (foro esterno). Il principio di riferimento è chiaro: quando è violato lo spazio domestico o quello dell’esercizio professionale, la proporzionalità della reazione deve essere sempre presunta come verificata. Sebbene esistano nella teoria classica europea (filosofia morale e filosofia del diritto cristiane) criteri di proporzione, attualità e necessità della difesa, nei casi di urgenza il soggetto offeso non ha il tempo per complessi ragionamenti morali e possono anche mancare alternative concrete meglio proporzionate: in extremis extrema sunt tenenda, nei casi estremi si devono tenere comportamenti estremi.
La particolare situazione di difficile lucidità è da addebitare alla provocazione dell’effrazione e dell’invasione dello spazio domestico o professionale. In modo particolare l’utilizzo o la minaccia di utilizzo delle armi sulla persona e sui familiari pongono il soggetto reagente in una condizione di timore, turbamento e ira difficilmente controllabili. Inoltre, per Futuro Nazionale la difesa di beni materiali frutto di una vita di sacrifici e di tempo dato al lavoro e sottratto ad altre attività si configura come proporzionata all’intervento di forza per impedire di essere privati di tali beni, laddove essi non siano di trascurabile valore. La persona ha, conformemente al diritto naturale, facoltà di tutelarsi dall’ingiusta sottrazione di risorse economiche, e il fatto che l’invasore dello spazio privato esponga col proprio crimine la propria vita a rischio non può inibire la giusta difesa della proprietà.
Tale dottrina circa la proporzionalità è altrettanto classica ed è stata difesa dalla manualistica cristiana per secoli, salvo venir dimenticata nei tempi recenti, ove la confusione tra visione cristiana del diritto e buonismo si è fatta a quanto pare insormontabile. Futuro Nazionale ritiene, certamente, che il monopolio della vendetta (ossia della giustizia penale che irroga la punizione) appartenga alla Stato e che i cittadini non possano punire i criminali. Ma nella difesa della vita e dei beni di consistente valore l’azione, anche protratta oltre il confine del domicilio nell’immediatezza del fatto non è volta a punire ma a tutelarsi dal pericolo percepito o a rientrare in possesso dei propri beni.
Così come ove siano stati utilizzati violenza non lieve o minaccia di uso di armi, anche se c’è desistenza e fuga dell’aggressore, è da presumersi il turbamento di timore o ira invincibili, lasciando alla coscienza morale e al foro interno e non al giudice penale il discernimento se tale passione abbia completamente impedito o meno la volontà razionale e libera. Come noto, infatti, il diritto penale deve caratterizzarsi quanto più possibile per la chiarezza della fattispecie, evitando di condizionarsi ad elementi soggettivi ed interiori o, almeno, presumendoli chiaramente al verificarsi di condizioni oggettive.
Anche il risarcimento nei confronti dell’aggressore dovrà, conseguentemente, essere escluso sia nei casi di legittima difesa come codificata dagli interventi migliorativi che abbiamo spiegato, sia nei casi in cui, per esempio per l’abbandono evidente della refurtiva e il mancato uso di violenza, minaccia ed armi, la difesa protratta fuori dalla proprietà privata risulti colposamente eccessiva (art. 55 c.p.). Gli elementi dottrinali e programmatici sopra riportati saranno tra loro differentemente bilanciati, coordinati e fatti oggetto di proposte legislative variabili secondo le possibilità di intervento e le strategie di ottimizzazione dell’iter parlamentare per raggiungere il risultato concreto che gli italiani attendono: riportare la norma positiva sulla legittima difesa (artt. 52 e 55 del Codice penale) a ricalcare gli elementi fondamentali del diritto naturale e della giustizia.
Parallelamente, il partito intende potenziare la presenza delle Forze dell’Ordine e, con i dovuti adeguamenti normativi, dei militari sul territorio, soprattutto nelle aree urbane più critiche, anche mediante assunzioni mirate e migliori dotazioni. La sicurezza quotidiana dei cittadini – nelle strade, nei quartieri, sui mezzi pubblici – è prioritaria e va assicurata con presenza capillare, prevenzione e rigore nel vigilare e nel reprimere.
Tolleranza zero verso criminalità e illegalità diffusa. Inaspriremo le pene per reati gravi, particolarmente per quelli violenti, predatori e legati alle organizzazioni criminali. Non permetteremo ai delinquenti seriali di evitare il carcere, di uscirne prematuramente, di beneficiare di misure alternative. Vengono promossi strumenti legislativi per assicurare che chi sbaglia paghi realmente il conto, senza irenismi ingiusti né relativismi: ad esempio, maggiori pene per chi aggredisce le Forze dell’ordine o devasta città (come nei disordini urbani) e revisione dei meccanismi che oggi portano a rimettere in libertà i responsabili di violenze gravi in poche ore persino nei casi di flagranza e pericolo di reiterazione.
Massima tutela delle Forze dell’Ordine: Futuro Nazionale intende affermare con chiarezza il principio secondo cui le Forze dell’Ordine e il personale militare impiegato in compiti di ordine pubblico rappresentano l’autorità dello Stato e devono operare in condizioni giuridiche e operative che ne garantiscano la piena tutela. In tale prospettiva, si promuove la definizione di regole di ingaggio maggiormente coerenti con le esigenze concrete di prevenzione e contenimento delle minacce, assicurando agli operatori strumenti adeguati di protezione fisica e giuridica e l’attribuzione delle necessarie qualifiche giuridiche anche alle unità dell’Esercito o di altre Forze Armate impiegate in attività di pubblica sicurezza, per consentire di porre in stato di arresto i criminali ed eseguire ogni altra attività e procedura già consentita alle Forze di Polizia.
Riforma dell’articolo 53 del Codice penale e uso legittimo della forza. Futuro Nazionale promuove la revisione dell’articolo 53 del Codice penale al fine di chiarire e rafforzare il riconoscimento della legittimità dell’uso delle armi quando gli agenti siano oggetto di aggressione o violenza nell’esercizio delle proprie funzioni. L’attuale disciplina, considerata testualmente e nell’applicazione giurisprudenziale, ha finito spesso per trasformare l’operatore di polizia in un soggetto esposto a valutazioni retrospettive, compiute a freddo, lontane dalla concitazione e dalla rapidità delle decisioni richieste dall’intervento operativo. Il rischio è quello di paralizzare l’azione pubblica, inducendo l’operatore a temere più le conseguenze giudiziarie del proprio intervento che il pericolo rappresentato dal criminale.
Il nostro obiettivo è quello di far riconoscere che l’attacco a un operatore pubblico costituisce attacco diretto allo Stato e alla collettività e che, pertanto, la reazione difensiva non debba essere valutata secondo schemi interpretativi che espongano l’operante a rischi indebiti o a incertezze paralizzanti nell’azione. In tale quadro, la riforma che proponiamo intende ridefinire i criteri applicativi del requisito di proporzionalità, valorizzando la tutela preventiva dell’incolumità dell’operatore e la necessità di ristabilire l’ordine pubblico, fermo restando il rispetto dei principi costituzionali e del controllo giurisdizionale, quest’ultimo depurato dei costi di cui il personale oggi si fa carico per la difesa e dell’aggravio esistenziale, procedurale e professionale derivante dall’automatica iscrizione nel registro degli indagati o nel nuovo modello 45-bis dell’annotazione preliminare introdotto dal centrodestra e che si è rivelato una operazione nominalistica.
L’obiettivo è garantire agli operatori dello Stato condizioni normative che consentano interventi tempestivi, efficaci e sicuri, rafforzando al contempo la credibilità dell’azione pubblica e la fiducia dei cittadini nella capacità dello Stato di difendere il diritto e la comunità.
Fuga dai posti di controllo, inseguimenti e manovre di arresto dei veicoli. Futuro Nazionale considera particolarmente grave il fenomeno della fuga dai posti di controllo e degli inseguimenti pericolosi. Chi non si ferma all’alt delle Forze dell’ordine e si dà alla fuga ponendo in pericolo cittadini, pedoni, automobilisti e operatori pubblici non sta commettendo una semplice violazione di legge, ma realizza una condotta di concreta aggressione alla sicurezza collettiva. Per questo Futuro Nazionale promuove una disciplina specifica che consenta agli operatori di pubblica sicurezza, durante l’inseguimento di veicoli in fuga, di porre in essere le manovre necessarie ad arrestarne la marcia, comprese quelle di contenimento, contatto o speronamento controllato, quando esse non rischino di attuare un pericolo maggiore per la pubblica incolumità. Tali condotte, se attuate nell’adempimento del dovere e secondo criteri operativi adeguati, devono essere valutate sulla base delle informazioni disponibili all’operatore al momento dell’intervento, tenendo conto dell’urgenza, della concitazione e della necessità di decidere in pochi istanti. Va escluso un giudizio fondato su ricostruzioni successive che pretendano di applicare, a posteriori, la calma del tribunale alla drammaticità della strada. Resta ferma la tutela dei terzi estranei eventualmente danneggiati, ma non può essere l’operatore a pagare il prezzo giuridico di una situazione di pericolo creata dal fuggitivo.
Controllo del territorio e impiego delle Forze Armate nelle aree ad alta complessità criminale. Futuro Nazionale ritiene che in alcune aree del territorio nazionale la criminalità, organizzata o diffusa, abbia assunto forme tali da compromettere il controllo effettivo da parte dello Stato. In questi contesti non basta l’intervento episodico e non basta l’operazione di polizia destinata a esaurirsi in poche ore: serve una strategia complessiva di riconquista, presidio e ricostruzione della legalità fondati che integrino lo schema “Modellare, Bonificare, Presidiare e Ricostruire” (noto tecnicamente come “Shape, Clear, Hold and Build”). Per questo Futuro Nazionale promuove una disciplina organica per l’impiego delle Forze Armate, in supporto alle Forze di Polizia e sotto direzione dell’autorità civile, nelle aree ad alta complessità criminale. L’obiettivo non è militarizzare la sicurezza interna, ma dotare lo Stato di uno strumento ad hoc, delimitato, garantito e utilizzabile nei casi di straordinaria necessità e urgenza. La direzione strategica, infatti, resterà affidata al Governo e, quindi, al Prefetto; le ordinarie attività di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria devono rimanere nella competenza delle Forze di Polizia e dell’autorità giudiziaria; l’impiego militare deve essere limitato nel tempo, nello spazio e nelle finalità. Ma lo Stato deve poter disporre di tutti i suoi strumenti quando interi territori vengono sottratti alla legalità.
Il modello proposto si fonda sulle summenzionate quattro fasi: analisi e preparazione dell’intervento, bonifica dell’area, presidio del territorio e ricostruzione delle condizioni ordinarie di legalità. Le Forze Armate, in questa prospettiva, non sostituiscono le Forze di Polizia né l’autorità giudiziaria, ma forniscono una cornice di sicurezza, capacità logistica, presenza territoriale e supporto operativo che consenta agli organi ordinari di svolgere più efficacemente le proprie funzioni.
Rafforzamento dell’attività investigativa e false dichiarazioni alla polizia giudiziaria. Futuro Nazionale intende rafforzare la genuinità delle indagini preliminari e la tutela della verità processuale. L’attuale ordinamento presenta una lacuna irragionevole: punisce le false informazioni rese al Pubblico Ministero e quelle rese al difensore nell’ambito delle investigazioni difensive, ma non prevede una disciplina equivalente per le dichiarazioni mendaci o reticenti rese alla polizia giudiziaria. Si tratta di una contraddizione evidente, perché nella prassi investigativa la polizia giudiziaria costituisce il principale organo di acquisizione delle informazioni nella fase iniziale del procedimento. Consentire che si possa mentire impunemente a chi conduce materialmente le indagini significa indebolire l’accertamento della verità, favorire depistaggi, disperdere risorse pubbliche e compromettere l’efficacia dell’azione penale. Futuro Nazionale promuove quindi la revisione dell’articolo 371-bis del codice penale, estendendo la punibilità delle false informazioni anche alle dichiarazioni rese alla polizia giudiziaria, nel pieno rispetto del diritto di difesa e, ovviamente, del principio classico della civiltà europea nemo tenetur se detegere. La norma dovrà applicarsi a chi, non essendo indagato e non avendo titolo per invocare il diritto al silenzio, decida deliberatamente di ostacolare la giustizia mentendo o tacendo ciò che sa.
Contrasto agli stupefacenti e certezza della risposta sanzionatoria. Futuro Nazionale considera il traffico di stupefacenti uno dei principali fattori di degrado antropologico e urbano, arricchimento criminale, insicurezza nei quartieri, disgregazione giovanile e finanziamento delle organizzazioni criminali. Per questo propone una revisione rigorosa della disciplina sanzionatoria, volta a superare le incertezze applicative e le sperequazioni oggi esistenti.
Anche la categoria dell’uso personale e le varie attenuanti fungono ormai da copertura per il piccolo spaccio che è vendita capillare di morte. L’obiettivo è assicurare una risposta penale certa nei confronti di chi commercia droga, unificare le fattispecie di traffico, rafforzare l’arresto obbligatorio in flagranza e introdurre criteri più chiari per presumere la destinazione allo spaccio in presenza di quantitativi superiori ai limiti tabellari o di modalità di presentazione incompatibili con il mero consumo personale. Anche sul consumo personale occorrerà una analisi approfondita: non esiste il diritto di comprare sostanze di cui è proibita la vendita e che avvelenano la forza di volontà, la lucidità e la salute dei cittadini italiani. La preservazione minimale delle facoltà di ciascuno è un bene comune: la forza dell’Italia di domani dipende anche da questo e Futuro Nazionale non ha intenzione di scimmiottare le politiche di destra moderata che nel nome dell’ideologia liberale fanno delle perversioni e delle piaghe sociali un diritto individuale volto alla disgregazione della Nazione. La droga non è soltanto un problema sanitario o sociale. È anche, e spesso soprattutto, un problema esistenziale, di sicurezza, di controllo del territorio e di potere criminale.
Lotta alla criminalità organizzata.
L’unica misura che smantella davvero le organizzazioni mafiose è la confisca sistematica dei patrimoni illeciti. Inasprimento normativo, applicazione rigorosa delle misure patrimoniali preventive, digitalizzazione e coordinamento operativo per tracciare le attività economiche della criminalità organizzata e dei soggetti ad essa collegati. Smantellamento di quei centri sociali, specialmente occupati, che fungono da base logistica per i reati eversivi.
Unità cinofile, strumenti specialistici e capacità operative.
Futuro Nazionale intende valorizzare le capacità specialistiche delle Forze di polizia, delle Forze Armate, dei Vigili del Fuoco e della Protezione civile. La sicurezza non si realizza soltanto con norme penali più severe, ma anche con strumenti tecnici adeguati, formazione, addestramento, mezzi, protocolli e professionalità. In tale prospettiva, Futuro Nazionale sostiene una disciplina che consenta l’addestramento e il mantenimento operativo delle unità cinofile specializzate nella ricerca di stupefacenti, cadaveri, resti umani e tracce ematiche. L’attuale vuoto normativo in merito ad alcune di queste funzioni rischia di compromettere l’efficienza di reparti altamente qualificati, costringendo gli operatori a dipendere da addestramenti all’estero e riducendo il valore operativo e probatorio delle attività di ricerca. La riforma dovrà prevedere tracciabilità, controlli sanitari, rispetto della dignità umana, autorizzazioni, registri nazionali e procedure regolamentari chiare. L’obiettivo è dotare lo Stato di strumenti moderni e affidabili per indagini, soccorso, ricerca di persone scomparse, accertamenti giudiziari e gestione delle emergenze. Promuoveremo inoltre la decisione dei Sindaci di dotare anche la Polizia Locale di una unità cinofila volta al contrasto degli stupefacenti, con particolare attenzione alle scuole e ai luoghi sensibili.
Occupazioni abusive, degrado urbano e sicurezza quotidiana.
Futuro Nazionale considera le occupazioni abusive, il degrado urbano e le zone franche territoriali una violazione diretta del diritto di proprietà, della sicurezza dei cittadini e dell’autorità dello Stato. Non è possibile giustificare la sottrazione illegale di immobili, il racket delle case, l’intimidazione dei proprietari, l’allacciamento abusivo alle utenze o la creazione di aree sottratte alle regole comuni. Implementeremo procedure rapide di sgombero, tutela effettiva dei proprietari, pesanti sanzioni per l’allacciamento ai servizi pubblici in assenza di titolo o con false generalità, responsabilità penale per gli organizzatori delle occupazioni e interventi coordinati tra Forze dell’ordine, enti locali e autorità giudiziaria. Lo Stato deve aiutare chi ha bisogno, ma non può premiare chi viola la legge e si appropria di beni privati o comuni per deciderne l’utilizzo e goderne illegittimamente i benefici.
Contrasto al fenomeno delle baby gang.
Assistiamo a un progressivo e preoccupante degrado della sicurezza urbana, causato in larga misura dagli effetti di un flusso migratorio incontrollato che ha alimentato fenomeni di marginalità sociale e criminalità diffusa, soprattutto minorile. In molte delle nostre principali città, la mancanza di un controllo efficace e di politiche migratorie rigorose ha favorito la nascita e la proliferazione di vere e proprie “baby gang”, composte prevalentemente da giovani e minori stranieri. Questi gruppi non si limitano a compiere gravi reati predatori, ma pretendono di esercitare un controllo di fatto su intere porzioni di quartieri storici e periferie. Ci troviamo di fronte a intollerabili tentativi di occupazione del territorio, dove il nostro Stato sembra arretrare e queste bande cercano di imporre le proprie regole con la violenza e l’intimidazione, creando zone franche sottratte alla legge.
La cronaca quotidiana ci consegna una realtà drammatica e non più ignorabile, segnata da episodi di inaudita gravità. Assistiamo ad azioni criminali efferate che ricalcano preoccupanti dinamiche di violenza indiscriminata, come l’utilizzo di veicoli lanciati contro la folla, e minano la serenità e l’incolumità pubblica. A questo scenario si aggiunge l’allarmante recrudescenza dei reati contro le donne, specialmente lo stupro. Oggi tutti i dati indicano che gli extracomunitari commettono stupri e omicidi nei confronti delle donne con percentuali di gran lunga superiori a quelle della loro incidenza statistica sulla popolazione residente. È intollerabile assistere ad episodi in cui branchi di individui aggrediscono e abusano delle nostre giovani. Dobbiamo difendere la dignità delle nostre donne e la loro facoltà di vivere sicure nel nostro Paese. Applicheremo le norme processuali ordinarie per i minori responsabili di reati gravi, abbassando anche la soglia di imputabilità assoluta.
Parallelamente, imporremo sanzioni pecuniarie e percorsi obbligatori dei servizi sociali per i genitori che non esercitano adeguatamente la propria autorità. Per la bonifica delle aree soggette al predominio delle bande si utilizzeranno modelli come quelli descritti sopra nella sezione per l’impiego delle Forze Armate in materia di sicurezza pubblica.
Tolleranza zero sui reati predatori e sul degrado urbano con strumenti ai Sindaci.
Prosecuzione del percorso normativo che negli ultimi 10 anni ha gradualmente ampiato i poteri dei Sindaci in materia di contrasto di emergenza all’insicurezza con lo strumento del Daspo urbano, che deve essere potenziato per le aree sottoponibili al provvedimento, per le fattispecie criminose e per i tempi di estensione, con divieto di rientro nel Comune fino a cinque anni. Zone rosse senza limiti cronologici, con impiego di personale delle Forze Armate con poteri di azione e controlli permanenti. Le città devono tornare allo Stato e ai cittadini onesti. Futuro Nazionale vuole un’Italia in cui legalità e libertà convivano, il cittadino onesto si sente e, soprattutto, si sappia ed effettivamente sia protetto dallo Stato e non ostacolato. Un’Italia in cui il criminale – sia esso comune o organizzato – sappia di non avere scampo di fronte alla fermezza e all’efficacia della legge. La sicurezza, per il nostro movimento, è un diritto fondamentale degli italiani, che lo Stato deve garantire con ogni mezzo lecito, senza tentennamenti, freni ideologici e tentazioni di proteggere paradossalmente i nemici dell’ordine civile anziché i cittadini onesti.
Dal programma nazionale di Futuro Nazionale, pubblicato sulla pagina ufficiale del partito.